Il Giorno della MEMORIA 2016
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 per la STORIA e la MEMORIA

Il 21 febbraio abbiamo assistito alla rappresentazione interattiva sulla giornata della Memoria.. 
E’ stato affrontato un tema in un contesto impegnativo. Un evento dai ruoli difficili.


Ambientazione: nel traumatico ghetto di Terezin, vicino Praga, famoso per aver ospitato tanti bambini provenienti da ogni paese d’Europa.
La domanda che mi sono posta mentre assistevo alle interpretazioni è stata: com’è possibile che i bambini dello spettacolo teatrale “Adesso Parliamo Noi” possano essere arrivati a commuovere una platea di oltre cento persone, e a toccare il cuore, recitando personaggi, storie e situazioni ormai lontane, in luoghi e tempi sconosciuti alla loro esperienza diretta?
Il pubblico in sala, nel Teatro del Comune di Mandela, ha sussultato, singhiozzato, si è commosso in silenzio, stringendo in mano ognuno il proprio sassolino.
Quasi due ore di cambi di scene tra il “presente” carico di brio, e il “passato” impregnato nel dolore.
Si sono avvicendate divertenti storie di una brillante classe che parte per una gita scolastica a visitare i campi di prigionia, con parti drammatiche scenograficamente riprodotte dei campi di concentramento.
I bambini hanno messo in evidenza le proibitive condizione dei detenuti in quei lager dove la malvagità umana è stata la causa dello sterminio di circa 6.000.000 di persone. Hanno recitato con estrema disinvoltura brani di Primo Levi , ammonendo l’essere umano per non saper apprezzare la vita come si deve per la sua sacralità, dandoci tanti spunti di riflessione. Inoltre ci hanno stimolato a parlarne affinchè il ricordo sia sempre vivo e rimangano le tracce di una memoria storica da tramandare sempre alle giovani generazioni.
Le musiche pienamente coinvolgenti, hanno reso struggente la testimonianza di Rosaly; una deportata che assiste alla fucilazione del suo amato Samir. Tratto da una storia vera, la protagonista ci spiega la tradizione che una pietra, simbolo di fondamento, posta sul luogo della sepoltura o sulla tomba di chi ci ha lasciato, quasi a voler edificare o a lasciare il segno del proprio passaggio, assume, metaforicamente, il significato di Memoria, che si ha con il continuo ciclo da padre in figlio.
La pietra è segno di questo legame, che è poi tutto ciò che lasciamo davvero in eredità, per alcuni tutto ciò che rimane di noi, il ricordo che resta nella Memoria
Sono loro stessi ad avermi fornito la risposta: questi bambini hanno potuto interpretare e trasmettere la profondità di una tragedia, solamente letta nei libri, semplicemente ripescando nella loro mente inconscia quello che hanno ereditato, e cosi affondando la memoria nelle radici hanno portato a compimento uno straordinario spettacolo ricostruendo emotivamente ogni sensazione come fossero dei reali testimoni. Si sono sentiti quegli eroi apparentemente anonimi, ma ognuno di loro aveva un nome, un volto, delle idee e dei progetti, nonché dei desideri…
Ora le immagini e il messaggio che ci arriva è più chiaro, più vicino, tanto da sentirlo e riconoscerlo.
Siamo andati tutti, benchè spettatori, a mettere un sasso sul palcoscenico nel punto in cui abbiamo visto morire Samir….abbiamo vissuto nuovamente la storia, anzi con quel gesto, ora la storia è dentro di noi !!!          

 ( Immagini)

Chi è interessato ad ospitare la rappresentazione può contattare la nostra segreteria.
I Ringraziamenti : all’autore e regista Enrico Orgitano, alla Compagnia di Arte e Cultura Abusiva di Mandela, al Sindaco di Mandela Giovanni Scarabotti, al Sindaco di Cineto Romano Amedeo Latini e all’Assessore Angelo Lori, al Consigliere del Comune di Roccagiovine Antonella Giori, e a tutto i pubblico presente,
e un grazie particolare ai bambini e ai ragazzi di Cineto Romano, per le loro parole e per i loro silenzi.


Laura De Simone per UNITRE

 

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